Storia del Centro

La decisione di creare il “Progetto Spilimbergo” è nata dall’esperienza che alcuni mielolesi friulani fecero nei primi anni ottanta a Firenze presso la “Palestra del Galluzzo”.

Alla metà degli anni ottanta venne individuato il posto ideale in località la Favorita di Spilimbergo, considerando le varie opportunità che il luogo, allora, offriva (piscina, palestra, camminamento in acqua, idromassaggio, saune, campo sportivo).

Dopo aver preso contatto con l’Amministrazione del Comune di Spilimbergo ed averne ottenuto il consenso, venne steso un piano di fattibilità della riconversione d’uso del Centro e delle strutture residenziali, che avrebbero dovuto essere ristrutturate. L’impresa parve realizzabile e si cominciò la ristrutturazione avendo ottenuto adeguati finanziamenti da parte della Regione.

In questo progetto, la novità assoluta era rappresentata dalla capacità espressa dalle persone direttamente interessate di realizzare e gestire quanto era loro indispensabile dopo l’evento della lesione midollare, come nuova era anche la considerazione in cui venivano tenute le persone con para e tetraplegia, fino ad allora considerate troppo “costose” sotto ogni profilo, e non in grado di garantire risultati apprezzabili a seguito dei cicli di fisioterapia e di attività sportiva.

Nel corso degli anni novanta il Centro Progetto Spilimbergo iniziò la sua attività quale Struttura sperimentale di riabilitazione per i mielolesi del Friuli Venezia Giulia, sotto la gestione diretta della Associazione Para-Tetraplegici del Friuli Venezia Giulia, unico referente per la Regione e destinataria di un finanziamento ad hoc.

La Giunta Regionale, con la delibera 3340 del 22.06.1993, prese atto “dell’attività svolta dal Centro Sperimentale denominato Progetto Spilimbergo gestito dall’Associazione Paraplegici del Friuli Venezia Giulia, per la riabilitazione sociale e sanitaria dei soggetti para-tetraplegici della Regione”, e quindi deliberò “di favorire le iniziative rivolte al graduale superamento dell’attuale fase di sperimentazione del Progetto Spilimbergo al fine di pervenire al funzionamento a regime attraverso lo strumento convenzionale con l’U.S.L. n. 10”, poi ASS n. 6, poi ancora AAS5 “Friuli Occidentale” e oggi ASFO – Azienda Sanitaria Friuli Occidentale e con le altre Aziende Sanitarie della Regione FVG.

Nel corso del decennio si cercò di inserire e di far rientrare il “Progetto Spilimbergo” nella rete dei servizi socio-sanitari Regionali. Si diede così un nuovo avvio all’attività sanitaria e sociale, in collaborazione con l’ASS 4 e l’ASS 6, ed il Comune di Spilimbergo.  Per effetto della D.G.R. 4965 del 31.10.1996, il Progetto Spilimbergo fu inserito nel “Piano Regionale per l’Unità Spinale e la Riabilitazione di terzo livello”.

Agli inizi degli anni duemila il PIMT 2000-2002 (Piano Intervento Medio Termine) riconobbe al Progetto Spilimbergo il ruolo di “Sede della riabilitazione estensiva” per pazienti mielolesi.

Si decise quindi di coinvolgere nel progetto anche le province del territorio regionale, con particolare attenzione alle Province di Pordenone e di Udine quali Enti pubblici maggiormente interessati al contesto del “Progetto Spilimbergo”. Dopo vari incontri, confermarono il proprio interesse ad aderire il Comune di Spilimbergo, le Province di Pordenone e di Udine, l’Associazione Tetra Paraplegici del Friuli Venezia Giulia e le Aziende Sanitarie n° 6 e n° 4 queste ultime in qualità di referenti tecnico-sanitarie.

Nel 2003, a seguito della proficua collaborazione tra i soggetti coinvolti e dello sviluppo positivo del progetto, al fine di consolidare e ottimizzare la realtà del Centro, l’Associazione Tetra-Paraplegici FVG, unitamente al Comune di Spilimbergo, promossero la costituzione di un apposito soggetto giuridico, l’Associazione Centro Progetto Spilimbergo, a cui aderirono anche le Province di Pordenone e di Udine e, solo successivamente – nel 2016 – anche Federsanità ANCI FVG.

Nel 2005 l’attività dell’Associazione venne ufficialmente riconosciuta, con delibera della Giunta Regionale, come “terzo momento” del piano regionale della riabilitazione, dopo il percorso effettuato nella fase di emergenza presso l’ASUFC di Udine e, poi, nella fase intensiva presso l’alta specialità riabilitativa dell’Istituto di Medicina Fisica e Riabilitativa IMFR “Gervasutta” di Udine.

Con la Delibera della Giunta Regionale del Friuli V.G.  n. 623 del 02.04.2015 la Regione ha approvato l’elenco delle strutture sanitarie private censite nel Piano Regionale della Riabilitazione (di cui alla D.G.R. n. 606/2005) e/o erogatrici di prestazioni di riabilitazione funzionale per le disabilità fisiche, psichiche e sensoriali includendo il nostro Centro in tale elenco.

La Struttura, ai sensi della menzionata D.G.R. n. 623/2015, risultava censita per l’attività di riabilitazione funzionale; nelle more della conclusione dei procedimenti di accreditamento.

Nel 2017 e nel 2018, con l’approvazione dei rispettivi piani di liquidazione delle Province di Pordenone e Udine, l’Associazione perde due soci importanti, che tanto hanno contribuito alla crescita del Centro.

Alla fine del 2020 i Soci rimasti (Associazione Tetra-Paraplegici FVG, Comune di Spilimbergo e Federsanità ANCI FVG), per agevolare il processo di trasformazione – in adeguamento alla normativa di riforma del Terzo Settore (Legge Delega 6.6.2016 n. 106 e D.Lgs. 3.7.2017 n. 117) recedono dalla qualità di Socio, per consentire i necessari adeguamenti statutari e giuridici, in linea con la riforma.

Ai sensi dell’art.20 bis della LR 41/1996, il 30 dicembre 2021, in partenariato con ASUFC, come capofila del progetto, le altre Aziende Sanitarie e i Servizi per le disabilità, è stata presentata domanda alla Regione FVG per essere ammessi alla “Sperimentazione percorsi assistenziali dedicati alle persone con disabilità ai fini dell’innovazione del sistema regionale dei servizi”.

Con atto notarile di trasformazione in data 11.11.2022 l’”Associazione Centro Progetto Spilimbergo” diventa “Fondazione Centro Progetto Spilimbergo”, lasciando invariati, salvo quanto previsto dallo Statuto, la dotazione patrimoniale, i principi ispiratori e lo scopo istituzionale.

Con nota del 27/12/2022 la Regione FVG ha comunicato l’ammissione alla sperimentazione con decreto n. 31883/GRFVG del 23 dicembre 2022, stabilendone la durata per un periodo di tre anni a decorrere dalla comunicazione di avvio del progetto e accreditando in via temporanea, per il periodo della sperimentazione e limitatamente alle attività di riferimento, il soggetto del terzo settore “Associazione Centro Progetto Spilimbergo”, in qualità di partner del progetto.

Con decreto n° 20490/GRFVG del 08/05/2023 la Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità ha decretato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 22 del D.Lgs. n. 117/2017 e dell’articolo 16 del D.M. n. 106 del 15/09/2020 l’iscrizione dell’ente “FONDAZIONE CENTRO PROGETTO SPILIMBERGO ETS” nella sezione g) “Altri Enti del Terzo Settore” del RUNTS e, per effetto della predetta iscrizione l’ente ha acquistato la personalità giuridica.

In data 21 novembre 2023 è stata sottoscritta tra l’ASUFC e la Fondazione Centro Progetto ETS la convenzione per la realizzazione del percorso di sperimentazione “Centro Progetto Spilimbergo”, decorrente dalla data della sottoscrizione e con termine al 31/12/2026.

Sulla base di tale convenzione, ASUFC “si avvale per l’inserimento di persone con disabilità affette da mielolesione che necessitano di accoglienza residenziale e semiresidenziale, con progetti personalizzati sperimentali di trattamenti socio  riabilitativi, della Fondazione Centro Progetto Spilimbergo ETS, che si impegna ad inserire nella propria struttura, in forma residenziale e/o semiresidenziale con progetti sperimentali socio riabilitativi innovativi per persona con disabilità affette da mielolesione – su proposta dell’IMFR “Gervasutta” – richiamando gli ineludibili criteri di continuità dei servizi e ad offrire agli utenti accolti interventi rispondenti ai loro bisogni da attuare secondo la programmazione annuale del servizio e più specificatamente finalizzati alla realizzazione dei singoli progetti individualizzati”.

La conclusione di questo percorso sperimentale, se valutato positivamente, potrà permettere alla Struttura di accreditarsi presso il sistema regionale della Salute, politiche sociali e disabilità.