Dieci persone con mielolesione. Un percorso di psicologia immersiva che intreccia mindfulness, terapia dell’accettazione e realtà virtuale. E dieci storie di lavoro sulla propria esperienza corporea ed emotiva — ciascuno a modo suo, dentro la propria vita. È il progetto MI-ACT di MetaCare, realizzato dalla Fondazione Centro Progetto Spilimbergo e sostenuto dalla Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare 2025.

Una frattura invisibile
C’è un istante — un tuffo, una curva, una caduta — che taglia una vita in due. Un prima e un dopo separati da pochi secondi. La mielolesione, la lesione del midollo spinale, abita tutta dentro quell’istante: il momento in cui il corpo smette di rispondere come ha sempre fatto, e tutto ciò che si dava per scontato — alzarsi, camminare, muoversi nel mondo senza pensarci — diventa una domanda aperta.
Ma la ferita più profonda spesso non compare sulle lastre. È quella emotiva: la perdita improvvisa di un’identità, il lutto per la persona che si era, la paura del futuro, la fatica di ricostruire un rapporto con un corpo che sembra diventato estraneo. È a questa dimensione — invisibile eppure enorme — che il progetto Mindfulness Immersive ACT (MI-ACT) ha scelto di rispondere.
MI-ACT è un percorso di MetaCare, struttura sanitaria friulana che lavora per portare la tecnologia e la realtà immersiva al servizio delle persone. A realizzarlo è stata la Fondazione Centro Progetto Spilimbergo, con il sostegno della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare 2025: accanto alla riabilitazione tradizionale, il Centro ha scelto di aprirsi anche agli ambienti immersivi — un’innovazione pensata a favore e al servizio delle persone, della loro cura e delle loro opportunità di vita.
Nel concreto, MI-ACT ha accompagnato dieci utenti del Centro in un percorso individuale di psicologia immersiva. Ciascuno ha svolto per intero le cinque sessioni previste, per un totale di cinquanta ore di supporto psicologico specialistico condotte da professionisti esperti nella disabilità. Nessuno è stato lasciato solo davanti alla propria ferita.
(Nella foto uno dei dieci partecipanti: Luca Da Prato, campione paralimpico di nuoto, durante una sessione di psicologia immersiva con il visore Meta Quest 2 — Centro Progetto Spilimbergo, 2026).
La cura che si indossa
Al cuore di MI-ACT c’è un’idea semplice e potente: unire due approcci terapeutici solidi — la Mindfulness e l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT) — alla forza esperienziale della realtà virtuale immersiva. Il protocollo che integra questi elementi è sviluppato da MetaCare S.r.l., startup innovativa nel settore sanitario.
La Mindfulness insegna a tornare al momento presente senza giudizio, spegnendo l’eco mentale che amplifica dolore e ansia. L’ACT compie un passo in più: non promette di cancellare il pensiero doloroso, ma insegna a fargli spazio senza esserne travolti, a costruire una vita fedele ai propri valori anche dentro la sofferenza.
La realtà virtuale trasforma tutto questo in qualcosa che si può sentire. Con il visore indossato, la persona non ascolta un esercizio di respirazione: lo attraversa. Entra in ambienti costruiti per favorire la calma, la regolazione emotiva, la riconnessione con il proprio corpo. È una terapia che accade nel corpo, non solo nella mente.
E resta. Le competenze acquisite nell’uso di queste tecnologie e nei fondamenti clinici di Mindfulness e ACT applicati alla mielolesione vivranno nel Centro molto oltre la fine del progetto.
“La tecnologia non sostituisce il terapeuta. Lo potenzia — e porta la persona in luoghi interiori che altrimenti resterebbero irraggiungibili.”
Una delle dieci storie: Luca
Tra loro c’è anche Luca Da Prato, un giovane uomo che ha incontrato il trauma della mielolesione e ha saputo riscattarsi: ripartire, rimettersi in gioco, sfidarsi di nuovo. Anche per lui il percorso è stato l’occasione di lavorare sulla propria mente — dentro gli ambienti immersivi, accompagnato passo dopo passo dalla psicologa che lo ha condotto. E poiché è un atleta paralimpico, l’esperienza si è potuta adattare alla sua realtà sportiva grazie al protocollo MeMindSport.
“Riscattarsi non significa cancellare la ferita, ma imparare a ripartire portandola con sé.”
Un impatto reale
Al termine del percorso, la rilevazione dei dati ha evidenziato un impatto positivo su tutte le persone coinvolte: un miglioramento diffuso del benessere emotivo, con più spazio per energia, entusiasmo e apertura verso la vita, e un alleggerimento del peso di ansia, frustrazione e stress legati alla condizione.
Non sono dati astratti. Sono la differenza tra una notte passata a rimuginare e una passata a riposare. Tra uno sguardo che si chiude e uno che torna, piano, ad aprirsi al mondo.
Questo impatto è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Friuli nell’ambito del Bando Welfare 2025 — un investimento concreto nella salute emotiva e nel benessere delle persone più vulnerabili del territorio.
Un progetto che guarda avanti
MI-ACT non si è limitato a erogare un servizio: ha dimostrato che un modello terapeutico avanzato — psicologia clinica e tecnologia immersiva insieme — può funzionare nel mondo reale, con persone reali, producendo effetti concreti e duraturi.
Oggi il percorso si offre come modello replicabile: per altri centri di riabilitazione, per altre persone con disabilità acquisita, per tutti i contesti in cui la tecnologia può diventare un’alleata della cura. Perché un’innovazione ha davvero senso solo quando rimette al centro ciò che conta: la persona, la sua storia, la possibilità di ricominciare.
MI-ACT è un progetto promosso dalla Fondazione Centro Progetto Spilimbergo ETS, finanziato dalla Fondazione Friuli (Bando Welfare 2025), e realizzato in collaborazione con MetaCare S.r.l.
Fondazione Centro Progetto Spilimbergo ETS
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